Roland Garros, Vallejo: “Il mio match con Kouame doveva arbitrarlo un uomo”. E sarà multato
La vittoria di Moise Kouame contro Daniel Vallejo al secondo turno del Roland Garros 2026 è già un “instant classic“. Uno di quei match che passano alla storia, con la clamorosa vittoria del francese al quinto set. Prima avanti due set a zero, poi subisce il rientro del paraguaiano, protagonista di un’ottima prestazione, addirittura avanti di un break al quinto. In un’atmosfera caldissima, quasi da Pietrangeli, per intenderci. D’altronde, tra gli impianti del Roland Garros, di certo il Suzanne Lenglen è quello che più si avvicina al campo più bello del Foro Italico da questo punto di vista. Un campo dove i francesi svettano, si calano a pieno nella partita, quasi diventando un tutt’uno con il pubblico. E in effetti anche Kouame ha sfruttato a pieno questa situazione, chiamando il pubblico, giocando il parziale decisivo quasi nel delirio più totale. A tal punto da spingere Vallejo a dare anche “colpe” all’arbitro Ana Carvalho: “Un match del genere va arbitrato da un uomo. Per una donna è davvero difficile gestirlo“. Commenti che costeranno caro al paraguaiano. La multa del Roland Garros a Vallejo Riportiamo di seguito, integralmente, il comunicato del Roland Garros inerente alle sanzioni in cui incorrerà Vallejo dopo le sue dichiarazioni: “La Federazione Francese di tennis e gli organizzatori del Roland Garros hanno preso atto delle dichiarazioni rilasciate da Adolfo Daniel Vallejo in merito all’arbitro al termine della partita del 28 maggio 2026 e ritengono tali commenti inaccettabili. La competenza di un arbitro non è determinata dal suo genere, ma dalla sua professionalità e dalla sua capacità di arbitrare ai massimi livelli. L’esito di un evento sportivo, positivo o negativo che sia, non può mai giustificare o scusare tali osservazioni. Gli organizzatori del torneo infliggeranno ad Adolfo Daniel Vallejo una sanzione significativa sotto forma di multa. Il Roland Garros condanna fermamente ogni commento sessista, indipendentemente da chi lo esprima, e offre il proprio sostegno all’arbitro di campo e, più in generale, a tutti gli arbitri del torneo“. L’opinione di Vallejo Le affermazioni di Vallejo non sembrano vere, quasi appaiono uno di quei classici tweet fatti per acchiappare clic. Eppure le ha rilasciate al sito Clay. Rincarando la dose, andando avanti con la convinzione che servisse un uomo come arbitro. Come se fosse cambiato qualcosa: “Deve arbitrare un uomo, perché è un pubblico molto impegnativo e ci vuole molta forza per tenergli testa“. Ma il pubblico quanto è andato oltre? Rispetto a episodi come Fils-Munar dello scorso anno, non eccessivamente. Che i francesi siano una folla spesso sopra le righe, motivo di disagio per i giocatori, non è una novità. Ma nella partita in questione hanno solo provato ad incitare un giovane connazionale come Kouame. Per quanto Vallejo la pensi diversamente: “Il pubblico ha davvero esagerato, ma capisco che stiano sostenendo il loro connazionale. È un pubblico piuttosto esuberante ed è per questo che ero preparato; sapevo già che sarebbe stato così e, ad essere sincero, non mi ha dato fastidio, anzi, mi ha dato forza“. Per quanto, al netto del preferire un uomo in luogo di Ana Carvalho, Vallejo non abbia tutti i torti. L’importanza del tempo Vallejo-Kouame è finita poco prima delle cinque ore, iniziando alle 11 del mattino. Una battaglia giocata completamente sotto il sole e il caldo asfissiante di Parigi. Una situazione in cui ogni dettaglio può fare la differenza. Anche un minuto di pausa, che il francese è spesso riuscito a ritagliarsi a causa del rumore della folla. Lamentandosene apertamente: “Credo che in diverse occasioni abbia perso un sacco di tempo, sdraiandosi a terra o prendendo tempo. E non è normale che il pubblico continui a urlare per un minuto intero senza che si giochi. In una partita in cui l’aspetto fisico conta così tanto, se si concede troppo tempo a un giocatore, è ovvio che ne approfitterà. La verità è che anche per un arbitro è difficile gestire questa situazione“. Di certo il pubblico sarebbe dovuto essere stato più spesso richiamato, come la cosa più normale sarebbe stata imporre a Kouame qualche perdita di tempo in meno. Ma, di fatto, il francese ha vinto con coraggio, aggressività, anche giocando meglio con il rovescio a conti fatti. Ridurre tutto all’arbitro e al pubblico è voler negare le proprie responsabilità. Anche perché un arbitro uomo, cosa avrebbe potuto fare di più? Cosa cambiava? La realtà, semplice, è che ci voleva più polso per gestire la situazione. Ma ben al di là del genere. Vallejo, tra i personaggi degli ultimi mesi, non esce benissimo da questo Roland Garros. In tutti i sensi. ...